Feltri spiega la sfiga dell’Inter
Maggio 9, 2008 by Babs
Ho scoperto di essere più gattara che laziale. E quasi quasi, dopo aver letto questa notizia, guferò contro l’Inter e contro Figo.

Ho scoperto di essere più gattara che laziale. E quasi quasi, dopo aver letto questa notizia, guferò contro l’Inter e contro Figo.
L’Italia agli italiani, il Tibet ai tibetani, la Padania ai padani, la Grecia ai greci. E Lesbo ai… lesbici? In effetti la locuzione non suona benissimo e fa venire subito in mente che gli abitanti della famosa isola dell’Egeo siano dediti a pratiche particolari, ma tant’è… L’isola, d’altronde, deve la sua fama alla notissima poetessa Saffo, originaria appunto di Lesbo, una delle pochissime donne il cui poetare sia arrivato dall’antichità fino ai giorni nostri. E uno dei motivi per cui è stata tramandata è proprio perché cantava le gioie dell’amore, appunto, saffico. Quindi gli abitanti dell’isola di Lesbo, potrebbero anche essere grati alla poetessa che li rende famosi in ogni angolo del globo, ma sembra invece che tanta pubblicità equivoca inizi piuttosto a infastidirli. (continua su Ideazione)
Finalmente una buona notizia per noi italiani. Bistrattati su tutti i fronti, con l’economia che ristagna, la classe politica che arranca, dileggiati dai giornali stranieri, spernacchiati dall’Unione europea, il lavoro precario e persino il clima che ultimamente ci fa i trabocchetti. Ma finalmente arriva la riscossa, alla faccia dell’Economist e dello Spiegel. Già, perché secondo il Sexual Wellbeing Global Survey, un’indagine condotta dalla Durex (la famosa azienda che produce preservativi) e riportata dal Corriere della Sera, gli italiani sono primi nel raggiungimento della soddisfazione sessuale. Primi. Lo dice questo studio condotto in 26 Paesi del mondo: primi in Europa, insieme agli spagnoli, e primi nel mondo, insieme a messicani e sudafricani. (continua su Ideazione)
di FILIPPO ROSSI
E ora l’ultimo strappo della destra italiana. La svolta definitiva, quella che le comprende tutte e le rilancia nella nuova fase politica. “Il coraggio di essere buoni”, così potremmo definirlo, seguendo il ragionamento dell’ultimo numero di Charta minuta, il mensile della Fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini, dal titolo chiarificatore La rivincita dei buoni sentimenti e un sottotitolo ancora più esplicativo Fuori dal tunnel del cattiverio, la destra che parla alla maggioranza degli italiani. Perché è arrivato il momento – questa la tesi del numero monografico – di tagliare i ponti col “grande equivoco” del “pensiero forte”; di uscire, insomma, da quel territorio del cattiverio che per troppi anni è diventato sinonimo tout court di cultura di destra. (continua su Ideazione)
Certe volte penso che essere donne sia davvero complicato. Non che non lo sia già abbastanza essere una persona, ma se si è anche donna lo è un po’ di più. Prendete il caso della neoministra della Difesa spagnola, Carme Chacon, la cui nomina ha fatto tanto scalpore non perché era o meno preparata al compito che le si affidava o perché era catalana, ma perché è una donna. Non solo: è una donna di 37 anni e, per di più, è pure in evidente stato di gravidanza avanzata. E allora? - ci siamo chiesti noi – E’ incinta e poi? Chi è, che fa, che dice Carme Chacon? Ma niente, la notizia era tutta lì. (continua su Ideazione)

Dovevamo ancora finire una partita.
Chissà se la piccola Nojoud ha compreso appieno quello che il suo gesto significa per le donne di tutto il mondo e per quelle oppresse in particolare. A vederla con la sua magliettina rosa, mentre mangia felice una fetta di torta al cioccolato e abbraccia il suo nuovo amico, un enorme orsacchiotto di peluche rosso, sembrerebbe quasi di no. Sembra solo una bambina che era stata costretta a diventare adulta e che, con la cocciutaggine di tutti i bambini, ha voluto indietro la sua infanzia. Eppure Nojoud Nasser, yemenita di otto anni, ha compiuto un atto rivoluzionario che accende la speranza e ha commosso tutto il mondo. (continua su Ideazione)
Questa in alto è la grafica, pubblicata dal Corriere, che descrive la composizione del prossimo parlamento. E la sorpresa è forte, perché non sembra il Parlamento italiano.
Due colori predominanti, azzurro e rosa, con una spruzzatina di albicocca quasi impercettibile al Senato. E poi basta. Due grandi schieramenti, che hanno avuto il coraggio di scommettere sul taglio delle ali estreme e hanno raccolto l’approvazione degli italiani.
Addio frammentazione, addio veti incrociati, addio a chi col due per cento teneva in scacco le maggioranze. L’Italia ha capito e ha premiato questi due leader coraggiosi, che forse sono riusciti a tirare la politica fuori dallo stallo umiliante degli ultimi anni. E peggio per chi non ha capito e, tenendosi stretto alla sua casacca, non ha compreso che gli elettori erano già oltre. Addio ai tanti gattopardi della politica. Oggi è davvero un giorno nuovo.
Ora chiediamo ai due leader di trasformare i due schieramenti che hanno creato in due veri grandi partiti. Lo chiediamo soprattutto a Silvio Berlusconi, perché è quello che incarna le idee in cui ci riconosciamo di più. Ora la via è aperta, percorriamola fino in fondo, diventiamo davvero un grande partito della destra con molte anime e un solo cuore. Gli elettori sono già pronti, lo hanno dimostrato molte volte, l’ultima domenica scorsa. Questa foto dell’Italia ci piace. Facciamola fuinzionare.