di Domenico Mennitti
È in crisi la politica? E lo è in misura così profonda da correre il rischio di ripercorrere le impervie strade dei primi anni Novanta? Serpeggia fra i cittadini un senso così profondo di sfiducia che può, da un momento all’altro, trasformarsi in disperazione? E’ diffusa nel paese la sensazione che non sia possibile che cittadini ed istituzioni riescano a trovare una sintonia nell’esercizio del governo e nella individuazione degli obiettivi futuri? Può davvero ripetersi lo spettacolo delle monetine lanciate contro Craxi, una manciata di denaro che seppellì protagonisti e partiti impantanati nell’interminabile dopoguerra italiano? Sul tema da qualche giorno si interrogano politici e politologi, cioè operatori e studiosi della politica, l’attività che a metà del secolo scorso un personaggio peraltro contraddittorio (si chiamava Tito e fu dittatore in Iugoslavia) definì “l’arte di interessarsi dei problemi degli altri sino a morirne”. (continua su Ideazione.com)