Un nostro collaboratore senza paraocchi ha partecipato al Gay Pride di sabato scorso e oggi ce lo racconta su Ideazione.com
Gay Pride, il movimento rompe col governo
di Domenico Naso
Il movimento non fa sconti. “Chiediamo a Prodi quello che chiedevamo a Berlusconi. Per noi non cambia nulla”: è questo il refrain che ha accompagnato il Gay Pride nazionale del 16 giugno scorso. Ed è un refrain motivato da un cambiamento storico, quasi epocale, del movimento omosessuale. La piazza di San Giovanni non era soltanto di sinistra: per la prima volta, infatti, migliaia di gay e lesbiche di centrodestra, fino ad oggi ai margini del movimento per scelta o per necessità, si sono esposti, chiedendo finalmente uno spazio di rappresentanza sempre negato. Se ne sono accorti anche i leader storici del movimento, che adesso parlano meno di “collateralismo alla sinistra” e pongono l’accento sugli obiettivi politici più generali (continua)