Archive for 26 giugno 2007

Toghe zozze

giugno 26, 2007

julian hall Leggiamo che in Gran Bretagna un giudice di nome Julian Hall ha condannato a soli 4 mesi di detenzione un lavavetri, Keith Fenn di 25 anni, accusato di avere stuprato una bambina di 10 anni. Fenn era stato inizialmente condannato a due anni di carcere (che a noi sembra comunque poco), ma il giudice Hall ha ritenuto di concedere come attenuante il fatto che la ragazza dimostrasse 16 anni e che, particolare immancabile, era vestita in maniera provocante.  La notizia ci è sembrata così incredibile che abbiamo cercato anche altrove e abbiamo scoperto, intanto, che il giudice Hall non è nuovo a questi exploit; era già finito sulle prime pagine per aver consigliato a un pedofilo di comprare una bicicletta alla sua vittima, giusto per tirararla un po’ su. A parte questo, ci siamo trovati davanti a una storia sordida: una bambina, sia pure provocante, viene adescata da due balordi, Fenn e il suo comapare Darren Wright, disoccupato di 34 anni in un parco. Fenn fa con lei sesso orale e completo in un parco, mentre l’altro sfigato sta a guardare e incita. Poi Wright se la porta a casa e ci fa sesso anche lui. A noi già viene da vomitare. Ma, secondo il giudice Hall, “le circostanze rendono questo caso eccezionale”. La bambina è “chiaramente molto disturbata e molto bisognosa ed è sessualmente precoce”. Ma, soprattutto, non dimostra 10 anni, “ne dimostra 16 e su questo sono tutti d’accordo”.  E poco conta che Fenn abbia già dei precedenti per casi simili.
I media si interrogano sul perché in Gran Bretagna si usi la mano così leggera contro i crimini di pedofilia e intanto si invoca il procuratore generale Lord Goldsmith, che ha 28 giorni per decidere se confermare la sentenza o ricorrere in appello. E noi, quasi quasi, rivalutiamo un po’ la nostra magistratura e le inchieste su veline e tronisti.

Andrea’s Version

giugno 26, 2007

Copiamo e incolliamo dal Foglio di oggi (e aggiungiamo che si sta veramente esagerando con le markette a Veltroni):

Abbiamo felicemente appreso negli ultimissimi giorni che Walter Veltroni “trasmette buonumore”; che “col suo stato d’animo di gioviale spensieratezza marca una sintomatica diversità rispetto agli incupiti notabili del centrosinistra”; che comunque “è ancora quasi tutto da scoprire”; perché “la sua integrità mediatica è tale da consentirgli di inventare, sperimentare e calibrare tempi, luoghi, cerimonie, spettacoli, paradigmi, suggestioni e collegamenti”. Abbiamo poi appreso che “a Roma, Stadio Olimpico, all’amichevole Italia-Inghilterra del 1961 assisteva un bambino. Il futuro leader…”; il quale adesso “lima e rilima il discorso di mercoledì prossimo, lavorando di notte, con la polo celeste a maniche corte”; e che “la straordinaria qualità del Veltroni narratore consiste in questo continuo scorrere quieto, in questo fluire picchiettato qua e là da voluti soprassalti di mulinelli o di piccoli gorghi”. L’ultima la dobbiamo a Camilleri. E già tutto questo è bellissimo. Ma è vero che adesso Walter vola pure da un posto all’altro grazie alla polvere del Pirilimpimpino?