Rupert Everett e il Megafono

domenico e rupert

E’ con grande soddisfazione che ci siamo accaparrati questo scoop conteso da tutti i tabloid d’Oltremanica e dai settimanali di gossip nostrani. La prima, originale, foto di Rupert Everett, l’attempato ma sempre notevolissimo attore britannico che ispirò i disegnatori di Dylan Dog, e il nostro Megafono, ormai destinato alle ribalte e ai palcoscenici planetari. Luogo dell’incontro, la libreria Feltrinelli di Largo Argentina, dove il nostro prode è riuscito a farsi strada a colpi di gomitate fra una folla di ex, exissime adolescenti in visibilio, per raggiungere il bel Rupert e farsi autografare una copia della sua ultima (in senso di latest, ma forse anche di last) opera letteraria: Bucce di banana.

Da parte nostra, che siamo stati testimoni dell’evento, possiamo solo aggiungere che dal vivo Everett non delude: è bello, elegante, educato e molto british. Purtroppo anche lui deve seguire la corrente Keira Knigthley, perché al suo passaggio (molto ravvicinato) siamo stati investiti dal famoso “olezzo muschiato” che ci ha fatto passare la voglia di avvicinarci oltre. Poi ci siamo detti che è tutta colpa di Ken Livingstone.

We are very proud to get this scoop contended by all British tabloids and Italian gossip magazines.  The first picture of Rupert Everett, the ageing but still hot British actor who inspired the creators of Dylan Dog, and our Megafono, now launched on the international stage. The meeting happened in Feltrinelli bookshop in Largo Argentina, where our hero made his way among a crowd of grown-up teen-agers and finally reached prince Rupert and got his autograph on a copy of his latest (or maybe last) literary work: Red carpet and other banana skins.

Having witnessed the event, we can only add that Rupert is up to expectations: good looking, elegant, well-mannered and very British. Unfortunately he also appears to be a follower of Keira Knightely’s trend because, as he passed very close to us, we were overwhelmed by the well-known “musky odour” and we didn’t dare to get closer. Then we tought that it’s all Ken Livingstone’s fault.

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4 Risposte to “Rupert Everett e il Megafono”

  1. daw Says:

    OH MIO DIO.

    Non riesco a dire altro.

  2. inyqua Says:

    E’ quasi meglio Domenico in questa foto, non trovi? :-))))

  3. Babs Says:

    Solo in questa foto, però 😉

  4. paco Says:

    aò, nun parlà male de ruppy. cià la lettiera uguale a mia. meooowwww!!!!!!

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