Falce e carrello / Hammer and trolley

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Domani Bernardo Caprotti, cosiddetto Mister Esselunga, presenterà in conferenza stampa un pamphlet al vetriolo edito da Marsilio. Nel libretto, dopo mezzo  secolo di attività, Caprotti denuncia, cifre alla mano, tutti i soprusi subiti a causa degli intrecci letali fra coop e amministrazioni rosse e traccia lo sconsolante panorama di un paese dove è impossibile introdurre un minimo principio di concorrenza. E per questo mette in vendita la sua catena di supermercati. In attesa della presentazione aprrofondimenti sul Sole 24 ore e sul Giornale.

Tomorrow Bernardo Caprotti, Mr. Esselunga, will host a press conference to present his harsh pamphlet published by Marsilio. After being on the market for 50 years, Caprotti reveals all the abuses he suffered because of the tight connections between Coop and left local administrations. He also draws a depressing picture of Italy, a country lacking any kind of free competition. That’s why he puts his supermakets on sale. More on il Sole 24 ore and il Giornale.

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14 Risposte to “Falce e carrello / Hammer and trolley”

  1. Pinco Pallo Says:

    E’ sicuramente perché in questo paese non c’è concorrenza che il signor Caprotti è riuscito a mettere in piedi un’azienda da 5 miliardi di euro. Ed è sempre perché non c’è concorrenza che ora la può vendere a un colosso straniero, dopo avere inutilmente tentato di farla amministrare al figlio, che ha dovuto cacciare via per non fare fallire l’azienda.

  2. Babs Says:

    Leggeremo il libro e ci faremo la nostra opinione.

  3. livepaola Says:

    Coop ed Esselunga sono entrambe, a loro modo, due casi da business school. Personalmente penso che si possa fare la spesa in entrambe, e viva la concorrenza. Due riflessioni in più qui:
    http://livepaola.blogspot.com/2007/09/coop-esselunga-quando-il-grocery-fa.html

  4. Pallo Pinco Says:

    Io direi di leggere il libro prima di sparare cavolate….certo non è una novità che le coop rosse giocano sporco (la cronaca giudiziaria è piena di episodi più o meno gravi), godono di protezione politica, e consistenti benefici fiscali che i concorrenti (sotto forma di società di capitali) non hanno.

  5. perotorino Says:

    Per la verità, appena un sindaco DS (una volta PC) si insedia, offre graziosamente una concessione per costruire un bell’ipercoop (una volta coop). Io ho la tessera, peraltro. Della coop, non dei DS.

  6. panco pilla Says:

    quanto si vede che il signor pinco pallo non conosce la realtà emiliana!provi lui a “concorrere” tra Po ed appennini, se è capace…

  7. Giovaniconsilvio Says:

    Ho appena finito di leggere il libro..in un paio di ore si legge, oggi il “Mister Esselunga” lo ha regalato ai suoi dipendenti, me compreso, è di una inaudita verità, fornita di prove inoppugnabili..non ci potrà mai essere vera concorrenza a queste condizioni..

  8. lirero Says:

    A Bologna, e credo in tutta l’Emilia e la Romagna, c’è una condizione del commercio determinata dalle amministrazioni politiche. Esiste un intreccio stretto fra politica, sindacato e botteghe (oscure). Il personaggio politico favorisce il rilascio delle licenze agli aderenti alla Lega. Quando lo stesso personaggio passerà ad incarichi sindacali, lascerà correre aspetti e fatti che non tollererebbe in altre realtà. Una volta smessi i panni sindacali, gli sarà riservato un posto in qualche coop. Ed il cerchio è chiuso. La concorrenza, scarsa, non ha lo stesso credito che la gente, prevalentemente di sinistra, concede alle coop per ragioni ideologiche. Ho ascoltato, non con molta meraviglia, dire .” Certo, là costa meno, ma io vado alla coop perchè credo nella cooperazione” Contenti loro. Ma si lamentano poi di non arrivare alla fine del mese.

  9. LORENZO Says:

    Provate Genova e la Liguria.
    Non solo coop liguria e coop nazionale, la fanno da padroni in questo profondo sud del nord italia, ma la loro sorellona coopsette e’ da hanni che costruisce e lottizza indisturbata alla faccia di chi poi nelle piazze depreca l’eccessiva cementizzazione (ovviamente stessa parte politica).
    La coop sei tu’ un corno. Buona parte dei dipendenti e’ precario alla faccia di chi contesta la legge Biagi, e poi ce lo menano con la solfa dell’equo e solidale.
    Incomincino ad essere equi in casa loro; in fatto a solidarieta’ ben sappiamo a che parte politica e’ dedicata.

  10. pibond Says:

    Il peggio è che tanti dei sette milioni di soci affidano la gestione dei loro risparmi a società collegate alla cooperativa di consumo dove sono anche soci. A mio parere c’e anche da parlare dell’elusione delle norme sull’intermediazione mobiliare!
    Cosa succederà quando saranno abrogate le norme di favore tutt’ora vigenti che contrastano con i principi di libero mercato?
    Quando mai in questo nostro tormentato paese si formerà la convinzione che la ricchezza non è il male, ma il male deriva da chi investe o spende male soldi non suoi?
    Ora chiedo chi tra il sig. Caprotti e gli anonimi ed irresponsabili sig.ri amministratori delle Coop, fa del male?

  11. Massi Says:

    sono dipendente esselunga e cittadino di una libera nazione che libera lo è solo per il momento, la politica sta rovinando un Paese che avrebbe tutte le carte in regola per essere la Prima Nazione d’ Europa, ed invece si fa ridere dietro e sta andando alla rovina grazie ad intrecci politico-finanziari che curano l’interesse di pochi e creano i prezzi + alti d’Europa negli alimentari, nell’ Energia, nel Gas, nell’ acqua potabile, nella telefonia e in tutto ciò che + serve alla gente per vivere. Se potessi me ne andrei subito da questo Paese ormai corrotto, sarebbe una resa ma non vedo vie di scampo e possibilità di cambiamenti finchè metà della popolazione si fa prendere per il culo dopo averlo votato da uno che non riuscirebbe a vendere neanke una caramella ad un bambino con quella faccia, finchè chi dovrebbe rappresentare la legge ha la tunica rossa invece che nera, finchè chi scrive sui giornali deve far passare i suoi pezzi prima dal “partito” per avere l’autorizzazione alla stampa, dove sta la possibilità di cambiamento se le condizioni sono queste, quale sarà il nostro futuro? e non ditemi che sto esagerando, sto solo aprendo gli occhi e portando in là situazioni che al momento sono già sotto i nostri occhi ma che per ragioni di comodità non vogliamo vedere. sveglia ragazzi! così ci stiamo rovinando tutti

  12. pibond Says:

    Caro Massi, il Tuo, anzi, il Nostro problema non ci sarebbe, solo se sapessimo – quando esprimiamo il voto – CHI E’ il destinatario della delega che che conferiamo. Personalmente, sotto il simbolo sul quale ho apposto la croce in ogni elezione politica o amministrativa dal 1958 in poi, ho sempre visto il NULLA!
    Il tuo “Sveglia ragazzi!” mi conforta!
    Ho inventato un gioco (non escludo che altri abbiano la stessa idea). Lo schema di massima sta sul mio blog che puoi raggiungere cliccando su web syte.

  13. lots of laughs Says:

    Perché ti ostini a tradurre i post in questo inglese maccheronico? guarda che chi mastica appena appena un po’ di inglese si fa sempre grasse risate. A partire dal titolo (hammer non vuol dire falce). Se uno fosse davvero interessato a leggere quel che scrivi in inglese (chissà poi perché), tanto varrebbe usare babelfish, che è meno impreciso.

  14. Luca Says:

    http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera/mobbing-cassiera.html

    da leggere…

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