Morire a Tor di Quinto

Certe notizie ti scuotono perché sono incredibilmente efferate, quasi come romanzi dell’orrore, totalmente al di fuori dell’ordinario. Altre, invece – e sono quelle che fanno più paura – per la loro assurda banalità, per il fatto che potrebbero capitare a chiunque. E’ questo il caso della donna di 47 anni che ieri, alle 20 e 30, è stata rapita alla stazione di Tor di Quinto (mentre tornava a casa) da un ragazzo di 24 anni, trascinata in una baracca, violentata, picchiata e poi gettata in un fosso. Tanto ormai non serviva più. Ora è in ospedale, ma è stata dichiarata clinicamente morta. Non era una prostituta, non era una persona che conduceva una vita “a rischio”, non era una di quelle storie che sembrano non possano mai toccare chi conduce una vita “normale”. Era semplicemente la moglie di un ammiraglio che tornava a casa. A tutti noi capita di aspettare un autobus o un trenino la sera, magari a fermate poco illumintate, per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Ecco perché questa storia fa davvero gelare il sangue.
Si potrebbero aggiungere molte considerazioni sulla nazionalità del criminale e sulla gestione dei campi sul territorio della capitale, ma sono sicura che altri lo faranno al posto mio. Io me le risparmio, perché voglio ancora credere che il male non abbia niente a che fare con la nazionalità e la provenienza. Per ora riesco solo a pensare a una donna che pensava di aver preso la via di casa e invece ha scoperto di aver preso quella per l’orrore.

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Una Risposta to “Morire a Tor di Quinto”

  1. andrea Says:

    LA STRADA ERA COMPLETAMENTE BUIA
    (Andrea Battantier)

    Veltroni vuole essere amato da tutti. Ma io non credo nei bei caratteri.
    Piacere a tutti, sempre, a tutti i costi, è deleterio e in alcuni casi fa schifo.
    Vorrei rischiare di farmi odiare da qualcuno, facendo qualcosa a testa bassa, senza necessariamente sorridere a 6 miliardi di persone.
    Soprattutto quando la strada era completamente buia.
    Veltroni, che faccia hai a prendertela con il governo romeno, dopo lo stupro e le sevizie alla donna di Tor di Quinto?
    La strada era completamente buia.
    Quella zona fa schifo Veltroni. Non hai fatto niente. Ci sono i sorci Veltroni, ci sono le siringhe, la merda dappertutto Veltroni.
    Io sono alto 1 metro e 90 e pratico le arti marziali. In due occasioni, tra Saxa Rubra e Tor di Quinto, ho visto messa a rischio la mia incolumità.
    La stazione ferroviaria di Tor di Quinto, ma anche le altre in zona Roma nord sulla linea Roma-Viterbo, sono un deserto. Poche luci. Nessun controllo in giro. La zona è in mano ai predoni. E’ stato chiesto di spostare la fermata dell’autobus, ma è stato tutto inutile. Sono state chieste luci, maggiori controlli. E’ stato tutto inutile.
    L’ennesima aggressione ed ora Veltroni che fa?
    Chiede interventi straordinari.
    Quelli ordinari non li ha mai fatti, però ora, alza la voce, batte i pugni sul tavolo.
    Uno stupro che sa doppiamente di morte, e Veltroni urla contro l’immigrazione.
    Veltroni che uomo sei? Un ometto per tutte le stagioni.
    Veltroni ma che hai fatto per Roma in questi anni?
    Veltroni ma tua moglie ce la manderesti in giro la sera a Tor di Quinto?
    E nelle periferie romane?
    Veltroni, si sta caldi nell’auditorium vero?
    Veltroni, ora richiedi il giro di vite.
    Ma gli spazzini perché non li hai richiesti?
    E gli elettricisti?
    I giardinieri?
    I vigilanti?
    Veltroni stai attento, non puoi prendere tutti in giro per sempre.
    “Bisogna ricominciare con i rimpatri, altrimenti non ce la si fa né a Roma né a Torino né a Milano”, ha dichiarato Veltroni dopo la tragica vicenda di Roma.
    L’ennesima tragica vicenda. Prevedibile. Altro che notte bianca. La morte bianca si chiama.
    Veltroni, Roma non è sicura e tu non hai fatto nulla! Sei bravo a rincorrere le emergenze, a rincorrere le tragedie, gli eventi, a cavalcare ogni episodio come fosse la scena di un film. Un film drammatico però. Che nessuno vorrebbe vedere.
    In attesa del tuo prossimo libro, Veltroni,
    sappi che ti odio.

    Andrea Battantier, 37 anni, psicologo, sceneggiatore e regista, fondatore dell’Associazione di Psicologia “La pace di Leonardo” (www.lapacedileonardo.blogspot.com)

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