Archive for novembre 2007

Senza speranza

novembre 30, 2007

sciopero

Siamo pienamente d’accordo con l’editoriale di Nicola Porro, pubblicato oggi sul Giornale. Se non vi va di leggerlo tutto, basta questa frase: “Nicolas Sarkozy sta insegnando all’Europa che Parigi può sopportare nove giorni di blocco sull’altare di una grande riforma. Ma il punto è proprio questo: quale diavolo è la grande riforma per la quale oggi tutti i trasporti saranno paralizzati.” Appunto.

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Il coccodrillo come fa?

novembre 28, 2007

coccodrillo

A Ciampino la Ryan Air non decolla per un coccodrillo di peluche.

Indietro Savoia, avanti Lumumba

novembre 27, 2007

savoia

Ieri sera, confinati a casa a dare da mangiare a Paco ogni due ore, fargli le iniezioni, mettergli e togliergli il collare elisabettiano, abbiamo passato il tempo a fare zapping fra Porta a Porta e Matrix (con una certa preferenza per la seconda trasmissione dopo un po’).  Da una parte era ospite Sua Altezza Reale (come vuole essere chiamato) Emanuele Filiberto di Savoia, la cui unica virtù che siamo riusciti ad apprezzare è stata quella di avere il coraggio di andare a perorare la richiesta sua e della sua famiglia di un risarcimento di 260 milioni di euro da parte dello Stato italiano (cioè noi). Era solo (con il suo legale) contro tutti: giornalisti, storici, onorevoli, filosofi della politica, direttrici patinate, presidenti emeriti della Repubblica e persino suoi parenti stretti che hanno fatto pervenire in trasmissione fax al vetriolo. Addirittura il vellutatissimo Bruno Vespa, davanti alle ottuse tiritere del giovane principe, a un certo punto ha quasi perso la pazienza. Noi abbiamo avuto il forte sospetto che quello di Emanuele Filiberto non fosse coraggio, ma arroganza condita da un fastidioso ricorso a luoghi comuni buoni per tutte le evenienze.
Dall’altra parte, ospite di Enrico Mentana, Patrick Lumumba il congolese residente a Perugia, sul quale si è abbattuta tutta l’incompetenza di certi inquirenti del nostro paese. Arrestato in seguito alle dichiarazioni di Amanda Knox, che se non sbagliamo al tempo era alla sua quinta versione, è stato prelevato dagli agenti nella sua abitazione solo due ore dopo le accuse della ragazza. Nessuno aveva compiuto uno straccio di indagine, non c’era il benché minimo indizio a suo carico, nessuno si era perorato di chiedergli se aveva un alibi né di controllarlo, niente di niente. Eppure è stato tenuto in carcere per giorni, mentre il gip non era sfiorato dal minimo dubbio e redigeva i verbali senza nemmeno ricorrere alla forma dubitativa. Ed è lecito chiedersi se Lumumba sarebbe stato scarcerato, se non fosse apparsa all’orizzonte la figura di un nuovo colpevole. Insomma, Lumumba avrebbe tutti i motivi per sparare a zero sullo Stato italiano e a chiedere, lui sì, un sacrosanto risarcimento. E invece era lì, mite e ragionevole, ringraziava Dio di essere venuto fuori dalla vicenda e rifutava di imputare quello che gli era accaduto a una forma di razzismo. “Non è un problema che conosco, non mi è mai successo”, continuava a ripetere al direttore che insiteva sul tema. Patrick Lumumba viene da un paese che ha lottato duramente per liberarsi da una monarchia (quella belga). Emanuele Filiberto, invece, è l’erede di quella dinastia che fuggì dal paese quando le cose si misero al brutto. Dev’essere per questo.

In bocca al lupo, Paco

novembre 21, 2007

paco

In questi giorni stanno succedendo moltissime cose e anche importanti: Berlusconi ha portato scompiglio ancora una volta nella politica italiana e ha tagliato le gambe ai due sedicenti delfini proprio mentre stavano per compiere il balzo; il Bangladesh è devastato da un ciclone; la procura di Perugia fa figure non proprio edificanti e i Savoia hanno la faccia tosta di chiedere all’Italia un risarcimento per 260 milioni di euro. Ci sarebbe molto da scrivere.
Però purtroppo per me in questi giorni c’è solo una notizia: Paco, il gatto che da oltre sedici anni divide la sua vita con la mia (oggi la nostra), ha un tumore nell’addome grande quanto un mandarino. Lui sta bene, non è cambiato, non sa che la sua vita è appesa a un filo e questo è già un bene. Io invece sto malissimo. Paco è venuto a stare con me quando sono andata via da casa, il primo anno dell’università, e per me è il segno dell’inizio della mia vita da adulta. Da allora abbiamo diviso quasi tutto: la vita quotidiana, i compagni di appartamento, le sue scorribande per Firenze, le vacanze, il letto, le corse dal veterinario, spesso i pasti, i momenti di economia e quelli in cui scialavamo, gli innumerevoli traslochi, l’arrivo di altri gatti. Lui era con me quando mi sono laureata, quando ho iniziato a lavorare, quando ero triste e disperata, quando ero felice. C’era quando la Lazio ha vinto il campionato e quando ho deciso di sposarmi e non è mai stata una presenza nell’ombra.
Credo che sia stato un gatto molto felice: io l’ho sempre amato e protetto, ma gli ho lasciato tutta la libertà che ha voluto, l’ho lasciato entrare e uscire da casa quando voleva e ho sempre rispettato la sua natura indipendente da gatto al 100 per 100.
Domani Paco sarà operato e i veterinari cercheranno di levargli questo mostro dalla pancia. Ha buone speranze, perché sembra che il tumore non abbia intime aderenze con gli organi interni, anche se per un gatto di 16 anni un intervento rappresenta sempre un rischio. Io spero che ce la farà, che la sua pellaccia tenga duro e che passerà ancora molte estati a cercare un po’ di fresco sotto le foglie, come nella foto qui sopra fatta a Brindisi a settembre. In bocca al lupo, Paco, ti voglio bene.

Una goccia nell’Oceano

novembre 12, 2007

La giornata è molto triste, ma come si fa a non fare almeno una breve menzione per l’ultimo nato della dinastia Agnelli, cioè il secondogenito di John Elkann e lavinia Borromeo, che risponderà al simpatico nome di “Oceano“? Altro che Chanel…

Uno come noi

novembre 12, 2007

gabriele sandri

9 Novembre

novembre 9, 2007

muro di brelino

Noi festeggiamo ancora la caduta del Muro di Berlino. Ovviamente su Walking Class.

Una crisi interna con sfumature sovietiche

novembre 9, 2007

Segnalo questo articolo di Stefano Magni, che io ho trovato davvero utile per capire cosa sta accadendo in Georgia.

ideazione daily

di Stefano Magni

Il tumulto in Georgia ha già un nome e un colore: Rivoluzione Bianca. Come nella tradizione delle ribellioni nelle repubbliche ex sovietiche degli ultimi quattro anni, i ribelli hanno scelto il loro colore. Dal primo novembre, decine di migliaia di manifestanti si sono radunati a Tbilisi per protestare contro il presidente Saakashvili, accusandolo di autoritarismo, corruzione e violenza nei confronti dell’opposizione. La Rivoluzione Rosa del novembre 2003 fu la prima sommossa contro il potere dei post-comunisti in uno Stato indipendente dell’area ex sovietica. Quattro anni fa era al potere Eduard Shevardnadze… (continua su Ideazione.com)

I gangster di Mogo

novembre 8, 2007

leoncini bianchi

Eccoli i cinque leoncini bianchi dello zoo di Mogo, in Australia, soprannominati “gangster” perché agiscono sempre in gruppo. In realtà sono nati a febbraio ma, data la straordinarietà dell’evento soprattutto in cattività, lo zoo aveva tenuto la notizia riservata fino ad ora. Sono bellissimi, peccato solo che debbano passare la vita rinchiusi.

Daniele Capezzone si dimette

novembre 7, 2007

Via Stefano, pubblichiamo la lettera di Daniele Capezzone al presidente della Camera, nella quale annuncia le sue dimissioni dalla presidenza della Commissione per le attività produttive e dal gruppo della Rosa nel pugno. A Daniele va tutta la nostra stima, il nostro affetto e il nostro più sincero in bocca al lupo.

“Signor Presidente, vi sono circostanze nelle quali il rispetto delle istituzioni, il rispetto di se stessi e il rispetto delle proprie idee ed obiettivi politici impongono scelte difficili e costose. Questo è a maggior ragione necessario ed opportuno se riteniamo che non tutto sia “Casta”, e che sia invece ancora possibile -anche in Italia- vivere l’impegno politico e civile come momento alto, nel quale il piano delle convinzioni non sia sovrastato da quello delle convenienze, dei tatticismi, dei piccoli calcoli di parte o personali. E’ anche un messaggio per le generazioni più giovani, affinché non perdano la speranza di contribuire a costruire un Paese diverso, più moderno, più libero, e non rinuncino -magari comprensibilmente nauseati, distanti, indifferenti- ad un impegno diretto in una politica che vivono come lontana e, in ultima analisi, infrequentabile. (continua qui)