Indietro Savoia, avanti Lumumba

savoia

Ieri sera, confinati a casa a dare da mangiare a Paco ogni due ore, fargli le iniezioni, mettergli e togliergli il collare elisabettiano, abbiamo passato il tempo a fare zapping fra Porta a Porta e Matrix (con una certa preferenza per la seconda trasmissione dopo un po’).  Da una parte era ospite Sua Altezza Reale (come vuole essere chiamato) Emanuele Filiberto di Savoia, la cui unica virtù che siamo riusciti ad apprezzare è stata quella di avere il coraggio di andare a perorare la richiesta sua e della sua famiglia di un risarcimento di 260 milioni di euro da parte dello Stato italiano (cioè noi). Era solo (con il suo legale) contro tutti: giornalisti, storici, onorevoli, filosofi della politica, direttrici patinate, presidenti emeriti della Repubblica e persino suoi parenti stretti che hanno fatto pervenire in trasmissione fax al vetriolo. Addirittura il vellutatissimo Bruno Vespa, davanti alle ottuse tiritere del giovane principe, a un certo punto ha quasi perso la pazienza. Noi abbiamo avuto il forte sospetto che quello di Emanuele Filiberto non fosse coraggio, ma arroganza condita da un fastidioso ricorso a luoghi comuni buoni per tutte le evenienze.
Dall’altra parte, ospite di Enrico Mentana, Patrick Lumumba il congolese residente a Perugia, sul quale si è abbattuta tutta l’incompetenza di certi inquirenti del nostro paese. Arrestato in seguito alle dichiarazioni di Amanda Knox, che se non sbagliamo al tempo era alla sua quinta versione, è stato prelevato dagli agenti nella sua abitazione solo due ore dopo le accuse della ragazza. Nessuno aveva compiuto uno straccio di indagine, non c’era il benché minimo indizio a suo carico, nessuno si era perorato di chiedergli se aveva un alibi né di controllarlo, niente di niente. Eppure è stato tenuto in carcere per giorni, mentre il gip non era sfiorato dal minimo dubbio e redigeva i verbali senza nemmeno ricorrere alla forma dubitativa. Ed è lecito chiedersi se Lumumba sarebbe stato scarcerato, se non fosse apparsa all’orizzonte la figura di un nuovo colpevole. Insomma, Lumumba avrebbe tutti i motivi per sparare a zero sullo Stato italiano e a chiedere, lui sì, un sacrosanto risarcimento. E invece era lì, mite e ragionevole, ringraziava Dio di essere venuto fuori dalla vicenda e rifutava di imputare quello che gli era accaduto a una forma di razzismo. “Non è un problema che conosco, non mi è mai successo”, continuava a ripetere al direttore che insiteva sul tema. Patrick Lumumba viene da un paese che ha lottato duramente per liberarsi da una monarchia (quella belga). Emanuele Filiberto, invece, è l’erede di quella dinastia che fuggì dal paese quando le cose si misero al brutto. Dev’essere per questo.

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9 Risposte to “Indietro Savoia, avanti Lumumba”

  1. ombretta Says:

    Da quanto dici deduco che Paco abbia superato l’intervento brillantemente. Chicca, Codone, Silvestro (in ordine rigorosamente anagrafico) ed io siamo felicissimi. Forza Paco presto tornerai in perfettissima forma felina!!!! Ciao Ombretta

  2. Babs Says:

    Sì, Ombretta, grazie. L’intervento è stato più complicato del previsto, ma lui si sta riprendendo benone. Ora attendiamo l’esame istologico, ma siamo già tanto felici. Un abbraccio e saluti ai tuoi tre (ma lo sai che anche noi ne abbiamo tre?).

  3. malenamil Says:

    La mia gatta è morta moltissimi anni fa (pace all’anima sua) e qui vorrei parlare solo del delitto di Perugia. Tutti si accaniscono contro l’errore giudiziario e nessuno ricorda che Lumumba non è affatto uscito di scena, è stato solo scarcerato perchè sono venuti meno i presupposti del carcere. Resta indagato e non sulla base delle parole di Amanda la bugiarda, ma su alcune incongruenze che non sono state sufficientemente motivate (quelle del telefono, dell’ora e dell’impossibilità di verificare un alibi di ore in un bar). Semmai la cosa che nessuno nota (navigo molto tra i blog) è che Patrick Lumumba sta speculando sul suo caso invece di seguire la normale prassi della denuncia alo Stato per detenzione ingiusta. Non si fa un minimo problema a fare fotografare il suo bambino di due anni e afferma di averle rpese dalla polizia (ai giornali inglesi che l’hanno pagato) ma smentisce in Italia (perchè in Italia ci vive): resta tutto da verificare e non si veririchera ovviamente mai. I dubbi vengono perchè in questa vicenda c’è una bella gara a chi mente di più (chi per salvarsi, chi per vendicarsi, chi per rivendicarsi). Siamo di fronte a un quadro di immaturi (compreso il 44enne) che aggravano continuamente la loro posizione senza valutarne le conseguenze sia personali di imnmagine che giuridiche che calunniose (la calunnia prevede fino a 15 anni di detenzione). Non sono avvocato e non sto dalla parte della polizia che non è mio compito difendere (e non se lo merita nemmeno) ma di fronte a questo caso sinceramente io, in qualità di pm, avrei fatto lo stesso: avrei arrestato il terzetto. Ricordo anche che si stava individuando il quarto uomo già il giorno degli arrresti e ricordo anche che l’arresto si compie quando esiste anche solo una delle tre possibilità: inquinamento delle prove, pericolo di fuga o reiterazione del reato. Tutti e tre i personaggi rientravano in almeno due di questi casi. Non è nemmeno uin caso che sia stata posticipata così tanto la data dell’arrivo dell’ivoriano in Italia: ovviamente gli inquirenti vogliono avere tutte le prove in mano contro di lui proprio per evitare un altro errore. Ma, ripeto, questa è una storia becera proprio per i singoli comportamenti degli attori e non riesco proprio a difendere nemeno il “povero” Patrick.
    Grazie dell’ospitalità.

  4. giorgio Says:

    x malenamil

    Mha, mi sembra invece che Patrick abbia fatto una super figura…
    e’ evidentissimo che e’ un innocente, almeno che non sia un assassino intelligentissimo e razionalissimo che non mi sembra il tipo. Sebbene vittima di vero e proprio sequestro di persona (vorrei vederti a te innocente finire in galera per due settimane!, oltretutto quando ci hai famiglia e devi portare il pane a casa) ha reagito in maniera molto decente.
    Sono sicuro che molti benpensanti (“queste cose non capiterebbero mai a me”) un po’ gli dispiace(che sia innocente) e un po’ non ci pensano pero’ potrebbe capitare a chiunque (e speriamo sia cosi’ altrimenti c’e’ da sospetare il razzismo che non penso sia il caso…)

    Un appaluso a questo uomo coraggioso e tutto di un pezzo, ne eroe ne vittima. Sono felice che si sia fatto pagare dai media, che due settimane di non lavoro (probabilmente anche della moglie!) e le spese legali nonche’ lo stress sono il minimo.

    Una persona simpatica e decente, e ce ne sono anche tante tra i nuovi italiani come lui.

    ciao

    Giorgio

  5. Babs Says:

    Malenamil, grazie per il tuo intervento. Ti ho letto con attenzione ma non riesco proprio a darti ragione. A parte le valutazioni personali che uno può avere su Lumumba, nel senso che può stare simpatico o no, che può anche essere ritenuto immaturo, ma per fortuna questo non è un reato, se no altro che emergenza carceri, io continuo a ritenere che gli sia stata fatta un’enorme ingiustizia. Anche io non sono avvocato né pm, ma ho studiato quel minimo di diritto e so in quali casi si giustifica la carcerazione preventiva. Vorrei sperare, però, che prima di arrestare un cittadino, o anche subito dopo (ma prima che siano passate due settimane), ci si sprechi a cercare almeno qualche indizio della sua colpevolezza, a controllare gli alibi e a non ritenere a priori chiunque smentisca le tesi della procura “poco credibile” (come era stato giudicato il professore svizzero). Soprattutto quando ad accusare è una persona che cambia versione ogni cinque minuti. Credo che questo sia uno Stato di diritto.
    Gli indizi a carico di Lumumba, se poi di indizi si può parlare, erano ridicoli e mi pare che l’unico rimasto in piedi sia l’sms del telefonino, che appare piuttosto fragile. Per il resto, ognuno si fa la sua opinione, lo si può giudicare immaturo, infingardo e speculatore, ma resta il fatto che non si può tenere in carcere una persona per due settimane così.

  6. brunabianchi Says:

    Mi occupo di delitti (e di assassini ovviamente) da moltissimi anni, e se scrivo con il mio nome (che è pubblico) non esprimo un pensiero personale stralciato dalla professione. Se Patrick deve fare azioni contro lo Stato può farle, è un suo diritto e sarebbe anche un dovere, a mio modesto parere. Non voglio avere ragione, ci mancherebbe, anche perchè non ho espresso alcuna opinione ma ho tracciato un quadro della situazione che è, ripeto, ancora tutta aperta. Ci sono evidenze che appaiono in questo momento a noi spettatori (gli arresti, i blog, le foto e le interviste in tv) ed altre che non appaiono ma esistono lo stesso. Avendo l’abitudine di fare indagini di efferati delitti con risvolti psicologi dei più impensabil, mi sono solo permessa di dare un contributo a non fermarsi alle apparenze ma cercare di scavare un po’ nei personaggi collocandoli in una scena ben precisa come è ad esempio una carcerazione ingiusta. Ci sono comportamenti che dicono molto, ma ovviamanete parlano agli esperti e non a chi, come la maggior parte delle persone, segue un caso solo in televisione o sui giornali. Patrick è stato scarcerato. Molte altre persone sono ancora in carcere senza aver commesso crimini o in attesa di giudizio e di queste migliaia di persone nessuno si occupa perchè non fanno show in tv e nessuno darebbe loro 5 euro per un’intervista. La realtà è molto più complessa, non riduciamola a slogan.

  7. Avv. Filippo Matteucci Says:

    Lascio una risposta, tanto non sarà pubblicata (come siete dei veri liberal!).
    (Col cavolo che avete pubblicato il mio commento precedente!).
    Sarò sintetico: meglio Emanuele Filiberto o Napolitano?
    Meglio Emanuele Filiberto e Clotilde o Lapo e Patrizia?

    Sveglia boys!!!!!!

    Filippo Matteucci

  8. Babs Says:

    Scusi avvocato, siccome io pubblico tutti i commenti, tranne quelli con gli insulti (e lei ci è andato vicino e la trovo una cosa davvero grautita, visto che non abbiamo il piacere di conoscerci e quindi i suoi apprezzamenti li può tenere per se), mi sorge il dubbio che lei abbia fatto un po’ di confusione fra questo blog e quest’altro (http://www.ilmegafono.net/2007/11/21/pagare-i-danni-prego/#comments), dove io le ho anche risposto. Chiarito l’equivoco e fingendo che lei si sia scusato (cosa che sicuramente farà, se è un signore come non ho motivo di dubitare), le rispondo che, senza entrare nel merito delle personalità da lei citate, almeno un presidente della repubblica viene eletto e resta in carica sette anni; un re non viene scelto e resta in carica una vita. Rispetto alle altre persone che menziona (e che non credo siano una coppia), non ci bastano?
    Io credo che questi Savoia dovrebbero risultare odiosi proprio ai monarchici, posto che siano persone serie, e non capisco come si possa davvero volere che abbiano un ruolo nel nostro paese.
    Lei conclude con “sveglia boys”: essendo una donna, mi ritengo felicemente esclusa. O forse dovevo aggiungere anch’io il mio titolo prima del nome? 😉

  9. Emanuele Dini Says:

    Solo due righe per esprimere un parere personale e per difendere una persona a me cara!
    Patrick e’ una persona mite e giudiziosa, il classico ragazzo che non potrebbe nuocere ad una mosca, lo dico con assoluta certezza per difenderlo da chi lo sta ultragiudicando!
    Incarcerato senza pensarci due volte in seguito alle accuse di una ragazzina impertinente e viziata; una volta dichiarata la sua estraneita’ riguardo il caso e conseguante scarcerazione ha reagito al meglio, con ogni sfumatura della sua personalita’ ragionevole calma e pacifica!
    Non chiamiamolo “vittima”, diciamo che e’ normale passare due settimane in cella con un bimbo a casa che non sa che fine hai fatto!!!
    Conosco il ragazzo da tanto tempo e sono estremamente felice che la cose si siano messe bene per lui!
    Ne ho sofferto anche io dall’Inghilterra figuratevi lui!!!
    R.i.p. Meredith

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