Italians do it better

Insomma, ora basta! Quando è troppo, è troppo. Prima il New York Times , con le parole di Ian Fisher, descrive l’Italia come un popolo di depressi alla canna del gas, mescolando sacrosante verità a una caterva di luoghi comuni superficiali. Subito gli fa eco il Times di Londra, sulle cui colonne il corrispondente Richard Owen descive la dolce vita italiana inacidita, in un paese vecchio, povero e in preda all’angoscia. E sia, le cose da queste parti non è che vadano proprio benissimo e allora abbiamo incassato in silenzio.
Ieri, però, la goccia che fa trabocare il vaso. Sempre Richard Owen (a cui cominciamo a sospettare che un italiano mammone abbia fregato la donna) scrive, sempre sul Times, della crisi di identità degli uomini italiani. Attaccati come delle edere alle gonne della mamma fino all’età della pensione, incapaci di fare qualsiasi cosa in maniera autonoma e disorientati dalle loro compagne che con loro si comporterebbero come delle virago, salvo poi trasformarsi in chiocce asfissianti non appena sentono l’ovulo fecondato. Fecondato non si sa da chi, poi, visto che, sempre secondo Owen, il mito del latin lover è praticamente sepolto visto che in un non meglio precisato congresso medico è venuto fuori che 6 donne su 10 sarebbero insoddisfatte della loro vita sussual-coniugale. Ma in realtà è un dato sottostimato e probabilmente è proprio per questo che il tasso di crescita in italiano è bassissimo, chiosa il Times.
Sinceramente non pensavo che avrei mai difeso gli uomini italiani, che ovviamente i loro difetti ce li hanno (come noi donne, d’altronde), ma farsi fare la morale dagli inglesi è davvero fantascienza. Gli uomini italiani saranno pure un po’ mammoni (che poi è un delitto essere attaccati alla famiglia?) ma almeno per avere un contatto umano non hanno bisogno di ubriacarsi fino a perdere conoscenza, riescono persino ad avere un dialogo con la propria compagna, se si arrabbiano lo dicono e se ti amano pure. Non vomitano fra le lenzuola perché sono troppo ubriachi, non fanno figure barbine perché sono troppo ubriachi e, normalmente, si ricordano come ti chiami la mattina dopo, sempre perché non erano troppo ubriachi. Si vestono in maniera quantomeno dignitosa, ti portano al ristorante e non al chiosco delle patatine(perché di solito gli importa anche quello che si mangia e non solo quanto si beve) e alcuni sono ottimi cuochi per davvero e non alla Jamie Oliver. Normalmente non praticano il rutto libero (almeno non al primo appuntamento) e oltre alla doccia mattutina, fanno anche altre abluzioni molto importanti. Per quanto riguarda il sesso… vabbe’, stendiamo un velo pietoso. “Niente sesso siamo inglesi” non me lo sono mica inventato io, no?

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3 Risposte to “Italians do it better”

  1. Tudap Says:

    Articolo da pubblicare sulla prima sui siti di Repubblica e Corriere, ovviamente tradotto anche in inglese!!!!

  2. Alberto Says:

    Io vi mando la risposta che ho dato a Owen sul Times:

    I think the author of this article is trying to express to us its frustration of life.

    Why is everyone always concerned about Italian men anyway? Why do we have to read the same type of nonsense for the past 30 years? What’s so bad about having a caring mother? After all she’s the ONLY female species that a man can really trust.

    Stay assure that we have no identity crisis. We never had. Ask any anglo-saxon girl who would she rather have for a date. Do a survey in downtown London. The truth is that we are the funniest and coolest men on earth. We get lucky much easier and faster than anyone else (that’s why it’s cool to be Italian). And we cannot be otherwise, since we are the real promoters of Made in Italy. This is our national mission !!

    If these articles have the intention to discourage us, think again. We still do it better. And we’ll keep on doing it better and better, despite all this silliness.

    Viva la Mamma
    Alberto from NYC

  3. Babs Says:

    Alberto, te la sei tirata un po’ 😉

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