Archive for the ‘Esteri’ Category

Povera America (Latina)

gennaio 21, 2008

chavez e morales

Chavez rivela in un discorso all’Assemblea Nazionale venezuelana di consumare  ogni mattina pasta di coca. E per dimostrarne le grandi virtù, mostra i bicipiti all’audience: “E guardate come sto!” Gliene fa omaggio regolarmente il presidente boliviano Evo Morales. “Ve la consiglio”, ha chiosato Chavez. Ricordiamo che la coca è illegale tanto in Bolivia quanto in Venezuela. Oltre che, ovviamente, nel resto del mondo. La notizia la trovate qui e qui.

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Ipocrisie lessicali

gennaio 18, 2008

Nuovo codice lessicale per il Governo britannico. Quello che fino a ieri si chiamava “Islamic terrorism” , da oggi si chiamerà “anti-Islamic activity”, attività anti-islamica. Upgrade anche per i terroristi che diventano persone che perseguono attività anti-islamiche.  Questo perché, come ha spiegato il ministro dell’Interno Jacqui Smith, chi compie attività terroristiche (attentati, omicidi e così via) in nome dell’Islam, in realtà non sta compiendo azioni islamiche, ma atti in contrasto con la vera dottrina dell’Islam. Si tratta quindi di attività anti-islamiche.
Siamo confusi.

On the road again

gennaio 16, 2008

road to Washington

Le primarie Usa, appuntamento dopo appuntamento, seguite da Alessandro Marrone su Ideazione.com.

Italians do it better

gennaio 9, 2008

Insomma, ora basta! Quando è troppo, è troppo. Prima il New York Times , con le parole di Ian Fisher, descrive l’Italia come un popolo di depressi alla canna del gas, mescolando sacrosante verità a una caterva di luoghi comuni superficiali. Subito gli fa eco il Times di Londra, sulle cui colonne il corrispondente Richard Owen descive la dolce vita italiana inacidita, in un paese vecchio, povero e in preda all’angoscia. E sia, le cose da queste parti non è che vadano proprio benissimo e allora abbiamo incassato in silenzio.
Ieri, però, la goccia che fa trabocare il vaso. Sempre Richard Owen (a cui cominciamo a sospettare che un italiano mammone abbia fregato la donna) scrive, sempre sul Times, della crisi di identità degli uomini italiani. Attaccati come delle edere alle gonne della mamma fino all’età della pensione, incapaci di fare qualsiasi cosa in maniera autonoma e disorientati dalle loro compagne che con loro si comporterebbero come delle virago, salvo poi trasformarsi in chiocce asfissianti non appena sentono l’ovulo fecondato. Fecondato non si sa da chi, poi, visto che, sempre secondo Owen, il mito del latin lover è praticamente sepolto visto che in un non meglio precisato congresso medico è venuto fuori che 6 donne su 10 sarebbero insoddisfatte della loro vita sussual-coniugale. Ma in realtà è un dato sottostimato e probabilmente è proprio per questo che il tasso di crescita in italiano è bassissimo, chiosa il Times.
Sinceramente non pensavo che avrei mai difeso gli uomini italiani, che ovviamente i loro difetti ce li hanno (come noi donne, d’altronde), ma farsi fare la morale dagli inglesi è davvero fantascienza. Gli uomini italiani saranno pure un po’ mammoni (che poi è un delitto essere attaccati alla famiglia?) ma almeno per avere un contatto umano non hanno bisogno di ubriacarsi fino a perdere conoscenza, riescono persino ad avere un dialogo con la propria compagna, se si arrabbiano lo dicono e se ti amano pure. Non vomitano fra le lenzuola perché sono troppo ubriachi, non fanno figure barbine perché sono troppo ubriachi e, normalmente, si ricordano come ti chiami la mattina dopo, sempre perché non erano troppo ubriachi. Si vestono in maniera quantomeno dignitosa, ti portano al ristorante e non al chiosco delle patatine(perché di solito gli importa anche quello che si mangia e non solo quanto si beve) e alcuni sono ottimi cuochi per davvero e non alla Jamie Oliver. Normalmente non praticano il rutto libero (almeno non al primo appuntamento) e oltre alla doccia mattutina, fanno anche altre abluzioni molto importanti. Per quanto riguarda il sesso… vabbe’, stendiamo un velo pietoso. “Niente sesso siamo inglesi” non me lo sono mica inventato io, no?

Waterloo leopardata

dicembre 7, 2007

deneuve leopardataCi siamo divertiti molto a scoprire, via Corriere, di questo ennesimo episodio della secolare guerra fra Francia e Inghilterra. I due paesi, si sa, non si sono mai amati e se un tempo si combattevano a colpi di cannone e baionetta, oggi si punzecchiano reciprocamente dalle colonne dei giornali e nelle battute di (presunto) spirito. L’ultima bufera è stata scatenata dalla pubblicazione del libro “Le dossier – how to survive the English” scritto dalla fantomatica Hortense de Monplaisir, nobildonna francese residente a Londra da dieci anni, che evidentemente deve aver raggiunto il colmo della sopportazione. Questo estratto del “Dossier”, offre un esilarante ritratto di molte “assurdità” d’Oltremanica e non può non far ridere chiunque si sia dovuto misurare almeno un po’ con usi e costumi degli abitanti della perfida Albione. Spietatamente si parte dalle abitazioni che hanno (incomprensibilmente) le stanze da letto nei piani interrati – come i topi, dice Hortense- e poi si passa alle discutibili condizioni igieniche delle case (come dice Hortense, gli inglesi si sentono in colpa verso la donna delle pulizie, prima che lei arrivi si scapicollano per mettere a posto e pulire e poi si scusano per il disordine; ovviamente le domestiche imparano subito ad approfittarsene). E le donne? Hortense cita una battuta francese: “come si chiama una bella ragazza a Londra?” “Turista”. E poi continua: non è tanto il fatto che abbiano “busti a forma di pera con le tette appese”, quanto il fatto che prorpio non sanno valorizzarsi. Si vestono come capita e comprano la biancheria intima da Marks and Spencer, gettandola nel cestino della spesa insieme ai pasti già pronti. Non esattamente charmante. Sarà per questo che gli uomini inglesi non guardano le donne e non sono certo noti per essere dei grandi amatori. “Affrontano il sesso – dice la scrittrice – in maniera medievale, ubriachi fradici, ignoranti e senza rispetto per la seduzione”. E comunque, una volta compiuto senza nessun entusiamo il proprio dovere,  preferiscono di gran lunga leggere il giornale. Come è universalmente noto, e Hortense lo conferma, gli inglesi non hanno nessun gusto per il cibo, mangiano quello che capita e si portano gli avanzi della sera prima al lavoro. Perché sono anche tirchi.
Insomma, questo libro sembra una raccolta di insolenze (anche se…) e c’è ne è abbastanza per far infuriare un’intera nazione. E, infatti, la lite impazza su giornali, forum e reti televisive britanniche, tutti intenti a difendere la patria offesa e a insultare le Frogs. Ma il gioco è ancora più divertente, perché Hortense de Monplaisir è evidentemente un nom de plume, dietro il quale si cela Sarah Long, una scrittrice inglese che ha vissuto per dieci anni a Parigi. E infatti il libro può essere benissimo letto al contrario, come una presa in giro della grandeur e dell’affettazione francese (“In Francia quando andiamo in bicicletta lo facciamo come si deve, indossando abiti di Lycra dai colori sgargianti e su mountain-bike con le marce” oppure “Basta questo per farti tornare di corsa in Francia, anche se il prelievo fiscale è al 50 per cento”). Il dubbio c’era venuto alle prime righe, quando Sarah-Hortense diceva che le donne francesi non potevano mai essere colte in fallo nelle occasioni pubbliche e citava, come icona di stile, Catherine Deneuve. Proprio qualche giorno fa ci era capitata sotto gli occhi questa foto della ex bella di notte leopardata. Era chiaro che Hortense non poteva dire sul serio.

9 Novembre

novembre 9, 2007

muro di brelino

Noi festeggiamo ancora la caduta del Muro di Berlino. Ovviamente su Walking Class.

Una crisi interna con sfumature sovietiche

novembre 9, 2007

Segnalo questo articolo di Stefano Magni, che io ho trovato davvero utile per capire cosa sta accadendo in Georgia.

ideazione daily

di Stefano Magni

Il tumulto in Georgia ha già un nome e un colore: Rivoluzione Bianca. Come nella tradizione delle ribellioni nelle repubbliche ex sovietiche degli ultimi quattro anni, i ribelli hanno scelto il loro colore. Dal primo novembre, decine di migliaia di manifestanti si sono radunati a Tbilisi per protestare contro il presidente Saakashvili, accusandolo di autoritarismo, corruzione e violenza nei confronti dell’opposizione. La Rivoluzione Rosa del novembre 2003 fu la prima sommossa contro il potere dei post-comunisti in uno Stato indipendente dell’area ex sovietica. Quattro anni fa era al potere Eduard Shevardnadze… (continua su Ideazione.com)

Il museo degli amori finiti

ottobre 25, 2007

broken heart

Quando finisce una storia d’amore non restano solo i cocci emotivi da raccogliere. Quasi sempre le storie lasciano dietro di sè anche degli oggetti appartenenti all’altro, i più disparati, che ci si ritrova per casa senza sapere bene cosa farci. Qualcuno li butta in una specie di rabbioso rituale catartico, che dovrebbe cancellare le tracce emotive insieme a quelle tangibili. Altri non ci riescono, convinti in fondo che anche gli oggetti conservino un ricordo e che tramite essi si possa ancora cogliere il calore di un amore passato.
Per questo due artisti croati, Drazen Grubisic e Olinka Vistika, hanno fondato una sorta di “santuario della memoria”, il Museum of broken relationships che ha sede a Zagabria, ma organizza anche esposizioni in trasferta e infatti al momento si trova a Berlino.  La mostra raccoglie, come dicevano, i cimeli più disparati: dal classico (classicissimo) spazzolino da denti agli slip e reggiseno dimenticati, dalle manette ricoperte di peluche agli orsacchiotti, dalla camicia da notte all’abito da sposa. Ma ci sono anche oggetti che non ti aspetti: la protesi di un veterano di guerra croato, la caffettiera usata per troppi caffè condivisi, una penna che ha scritto fiumi di parole d’amore immeritate, addirittura un’ascia usata da un ragazzo per distruggere tutti i mobili della donna che lo aveva abbandonato. Qui e qui una galleria degli oggetti in mostra a Berlino. E’ inutile aggiungere che il Museo vive degli oggetti donati dai cuori infranti. C’è posto per tutti. 😉

Un bel momento

ottobre 17, 2007

dalai lama bushdalai lama bush

Birmania, tutto come da copione

ottobre 16, 2007

monaco

 
L’inviato dell’Onu Gambari è partito per un giro turistico di sei nazioni (Thailandia, Malesia, Indonesia, Giappone, India e Cina) “per promuovere una soluzione pacifica – sic!-della crisi”.  Le autorità birmane lo hanno invitato a tornare nel paese a metà novembre, lui spera di fare un po’ prima. Con calma, mi raccomando.  Sempre Gambari ha definito “extremely disturbing” le notizie che si erano diffuse circa l’arresto di alcuni dissidenti e ha chiesto alla Giunta di porre fine a queste azioni. Immediatamente. [continua su Ideazione.com]