Tedeschi-inglesi, la guerra del turismo

giugno 6, 2008

Ma cosa è successo ultimamente ai tedeschi? Dove è finito il politically correct, che applicavano come fosse il Vangelo e dispensavano in ogni occasione? Loro che, terrorizzati dall’idea di poter essere giudicati razzisti e ansiosi di dimostrare al mondo che erano cambiati, si sforzavano di imparare tutte le lingue possibili e immaginabili, si entusiasmavano per qualsiasi usanza che non fosse la loro, pronti a qualsiasi stravaganza pur di non destare il minimo sospetto di xenofobia. Questa “neue Welle” di teutonici, con le birkenstock ai piedi e pronta ad abbracciare gli alberi per salvarli dalla deforestazione, deve essere un po’ demodé, a giudicare dalle ultimissime uscite dei media tedeschi. Prima l’episodio “Toni”, che in Italia qualche giorno fa ha avuto addirittura la prestigiosissima tribuna di Porta a Porta – quando si dice una pubblicità azzeccata. Toni è il testimonial scelto da una catena di negozi di elettrodomestici, un italiano doc con annessa selva di baffoni, catena d’oro da mezzo chilo al collo e maglietta della nazionale, che fa il galletto con le donne e cerca di fregare gli amici. (continua su Ideazione)

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Meno pilu per tutti. Ma proprio tutti.

giugno 3, 2008

Dev’essere dura la vita del pubblicitario. Milioni di prodotti quasi uguali, distinti da impercettibili differenze, piccolissime innovazioni. E loro, i pubblicitari, che devono cercare di convincere consumatori ormai assuefatti che proprio quel prodotto cambierà la loro vita. E magari devono colpire l’attenzione del telespettatore proprio mentre questo si appresta a cambiare canale, sta facendo zapping fra una rete e l’altra, o si sta alzando per prendersi un bicchiere d’acqua. E’ un lavoro duro, ma bisogna dire che quelli dell’agenzia londinese DDB ci sono riusciti in pieno. Visto che qualche sera fa, durante un pigro zapping, siamo rimasti a bocca aperta davanti alla pubblicità di un nuovo epilatore, Satinelle ice della Philips. E non certo per il prodotto. (continua su Ideazione)

A chi fa comodo la caccia al fascista?

maggio 29, 2008

Verrebbe da dire che una certa sinistra perde il pelo ma non il vizio, se non fosse che la frase è fin troppo abusata e che, oltretutto, non calza. Perché questa sinistra non ha perso nemmeno il pelo e, anzi, ci si fodera accuratamente lo stomaco, pronta a strumentalizzare ogni evento tragico alle sue vecchie logiche. E a ritirare fuori dal cassetto slogan che, sinceramente, speravamo riposti per sempre. Ma invece non è così e, fra gli eventi luttuosi e criminali degli ultimi giorni, l’unico che ancora non sia stato attribuito all’ondata travolgente di fascismo che starebbe spazzando l’Italia, è lo straripamento dell’Aniene a Castel Madama. Ma ci sono ancora speranze. Per il resto su tutti i giornali, su tutte le reti, in tutti i dibattiti, è un continuo fiorire di “dagli al fascista”, tutto un vivisezionare situazioni, dichiarazioni, moventi alla ricerca del dettaglio che giustifichi il ricorso alla valanga di parole d’ordine da anni Settanta. Da Verona a Ponticelli, dal Pigneto alla Sapienza, a qualsiasi atto di criminalità e di teppismo viene attribuita senza alcuna esitazione la matrice politica, anche quando gli stessi inquirenti la escludono con decisione. Ma tanto non importa, sono i fascisti, tornati fuori dalle fogne, perché il centrodestra ha vinto le elezioni. (continua su Ideazione)

In una carta il diritto di morire

maggio 23, 2008

La chiamano “right-to-die” card e sta spaccando in due persino l’opinione pubblica più laica e disincantata d’Europa, quella britannica. Si tratta di un progetto pilota lanciato dalla città di Salford, nel Lancashire, nell’ambito del Mental Capacity Act, una legge che permette la “advanced decision to refused treatment”, cioè di decidere in anticipo di rifiutare i trattamenti terapeutici e in quali casi. La legge è del 2005 ma è entrata in vigore solo nell’aprile del 2007 e finora limitava la possibilità di scelta solo ai malati terminali. L’iniziativa di Salford, invece, estenderà questa facoltà a tutti i cittadini. Si tratta, appunto, di una carta come quelle bancarie o delle raccolte punti dei supermercati da compilare e tenere dentro il portafogli. (continua su Ideazione)

Le favole non diventano realtà

maggio 16, 2008

Da queste parti avevamo sempre discretamente tifato per Camilla. Ci eravamo inteneriti per la storia dei due amanti regali, costretti dalla ragion di Stato a rinunciare al loro amore per troppi anni, ma che mai, mai erano riusciti a dimenticarsi. E avevano continuato a rincorrersi e a bruciare di passione ardente dalla giovane età fino alla soglia dei cinquant’anni, ormai un po’ goffi, acciaccati, imbruttiti (anche perché non erano mai stati due grandi bellezze), ma ancora ostinatamente innamorati. Il principe Carlo, con il suo profilo equino, ci era sembrato quasi eroico, l’uomo che tutte vorrebbero incontrare. Quello che alla bellezza sfolgorante e mediatica della moglie Diana, divenuta ormai un’icona del nostro tempo, aveva preferito la fiamma di sempre, la “bruttina stagionata”, la donna vera con la sua pancetta e i suoi capelli un po’ color topo. Come diceva da noi Eugenia Roccella in un articolo di tre anni fa, aveva preferito “un amore normale”. (continua su Ideazione)

Fermateli

maggio 16, 2008

incendio campo rom

Non si può restare a guardare quello che si sta scatenando in questi giorni contro i rom e contro i romeni, spesso ignorantemente confusi. Non si può restare a guardare, mentre qualcuno pensa di fare giustizia dando alle fiamme le capanne colpendo indistintemente uomini, donne, vecchi e bambini. Non si può reagire con indifferenza, davanti a scene che richiamano alla mente i pogrom razzisti. Cose che in un paese civile non pensavamo mai di dover vedere.
Ancora una volta si chiede alla politica di intervenire. Con fermezza, senza distinguo. Perché è vero che i cittadini vogliono sicurezza, ma io la voglio anche da chi pensa di poter fare giustizia dando fuoco alle vite degli altri.

Hei, scherzavo…

maggio 12, 2008

interista

Feltri spiega la sfiga dell’Inter

maggio 9, 2008

libero

Ho scoperto di essere più gattara che laziale. E quasi quasi, dopo aver letto questa notizia, guferò contro l’Inter e contro Figo.

Lesbo sul piede di guerra

maggio 9, 2008

L’Italia agli italiani, il Tibet ai tibetani, la Padania ai padani, la Grecia ai greci. E Lesbo ai… lesbici? In effetti la locuzione non suona benissimo e fa venire subito in mente che gli abitanti della famosa isola dell’Egeo siano dediti a pratiche particolari, ma tant’è… L’isola, d’altronde, deve la sua fama alla notissima poetessa Saffo, originaria appunto di Lesbo, una delle pochissime donne il cui poetare sia arrivato dall’antichità fino ai giorni nostri. E uno dei motivi per cui è stata tramandata è proprio perché cantava le gioie dell’amore, appunto, saffico. Quindi gli abitanti dell’isola di Lesbo, potrebbero anche essere grati alla poetessa che li rende famosi in ogni angolo del globo, ma sembra invece che tanta pubblicità equivoca inizi piuttosto a infastidirli. (continua su Ideazione)

Italians do ti better/2

maggio 7, 2008

Finalmente una buona notizia per noi italiani. Bistrattati su tutti i fronti, con l’economia che ristagna, la classe politica che arranca, dileggiati dai giornali stranieri, spernacchiati dall’Unione europea, il lavoro precario e persino il clima che ultimamente ci fa i trabocchetti. Ma finalmente arriva la riscossa, alla faccia dell’Economist e dello Spiegel. Già, perché secondo il Sexual Wellbeing Global Survey, un’indagine condotta dalla Durex (la famosa azienda che produce preservativi) e riportata dal Corriere della Sera, gli italiani sono primi nel raggiungimento della soddisfazione sessuale. Primi. Lo dice questo studio condotto in 26 Paesi del mondo: primi in Europa, insieme agli spagnoli, e primi nel mondo, insieme a messicani e sudafricani. (continua su Ideazione)